Un operaio metalmeccanico di Firenze, dal 2003 Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza in una fabbrica che produce frantoi e presse per il settore enologico, ha scritto una lettera di dieci pagine all'Unione europea per denunciare le inadempienze italiane in materia di sicurezza sul lavoro.
Da anni l’operaio fiorentino si batte contro le “morti bianche”; una lotta che conduce con una campagna di mail, lettere e telefonate alle redazioni dei giornali in cui segnala e commenta i casi di infortuni sul lavoro.
La denuncia dell’operaio all'Unione europea era partita nel 2009. Egli dimostrava
incongruenze ed inadempienze del nostro Testo Unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/08 e s.m.i.) rispetto alle normative europee (Direttiva 89/391).
La Commissione europea ha approfondito la denuncia facendo analizzare per mesi il Testo Unico dai tecnici che si occupano di affari sociali e lavoro; lo scorso 30 settembre ha inviato una lunga e dettagliata lettera di
"messa in mora" alla Repubblica Italiana, con cui ha aperto un procedimento di infrazione contro l'Italia che in pratica obbliga il nostro Paese a mettersi in regola.
Elenchiamo alcuni dei punti in cui le norme italiane vengono accusate di non rispettare la direttiva europea:
- la valutazione dei rischi per le aziende che occupano meno di 10 dipendenti;
- la responsabilità dei datori di lavoro che operano in delega;
- le proroghe a cooperative e organizzazioni di volontariato e della protezione civile;
- la prevenzione degli incendi dei piccoli alberghi;
- la lentezza con cui si sta arrivando alle valutazioni dei rischi dovuti a stress.
Tali voci d’accusa sono descritte nella
lettera con cui la Commissione ha comunicato all’operaio fiorentino di aver accolto la sua denuncia.
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